The Way – Camino de Santiago


LA STORIA: Il dramma di Tom Avery, medico californiano, che alla notizia della morte del figlio sui Pirenei si reca in Francia per farlo cremare. Poi ripone l’urna con le ceneri nello zaino del ragazzo e si mette in viaggio lungo il Cammino di Santiago, portando a termine il pellegrinaggio intrapreso dal figlio.
COMMENTO: Un ritorno alle origini, un viaggio alla riscoperta delle proprie radici, una riappacificazione con il proprio passato. The Way, per la famiglia Estévez, è un film tanto personale quanto necessario. Il padre dell’attore Martin Sheen nel 1914 emigrò da Salceda de Caselas, in Galizia, in direzione di Cuba. Da lì riuscì poi a entrare negli Stati Uniti e fu durante un corso per ottenere i documenti di cittadinanza che conobbe la madre del protagonista di Apocalypse Now. Dopo una lunga carriera alle spalle, ormai vicino alla settantina, Martin Sheen ripercorre a ritroso il viaggio intrapreso dal padre. Si avvicina ai luoghi delle sue origini mettendosi in cammino verso Santiago con il nipote, figlio del regista Emilio. Da lì alla realizzazione di The Way trascorrono pochi anni. Questo è ciò che sta dietro il film, nel fuori campo, nelle ragioni segrete che hanno riportato la famiglia Estévez in Galizia. Ma anche nella storia che ci viene mostrata sullo schermo risultano imprescindibili i legami familiari. Il protagonista, interpretato dallo stesso Sheen, è un padre che compie il Cammino di Santiago al posto del figlio – quest’ultimo muore in circostanze non comuni sul Cammino Francese, a pochi passi da Roncisvalle. La storia si dipana quindi lungo le tappe principali della Ruta Xacobea in un viaggio spirituale quanto fisico. Un percorso fatto di ostelli -con i suoi bizzarri proprietari- di vino, di orujo, di tapas e di pinchos. Ma anche di imprevisti, di incontri casuali e di un improbabile quanto inverosimile scontro/incontro con i gitani di Burgos.

COLONNA SONORA:

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