IO, PELLEGRINA IN TERRA SANTA

Perché si ha paura di andare in Israele? Perché ancora questa annosa leggenda metropolitana? Un viaggio in Terra Santa è assolutamente sicuro, i pellegrini sono coccolati e protetti, le “zone calde” sono lontane dal percorso dei pellegrinaggi, mai nessun turista si è accorto di niente, gli aeroporti hanno controlli asfissianti, il percorso del tour di ciascun gruppo è segnalato e le autorità competenti fanno in modo che tutto si svolga in modo regolare, sicuro e che non ci siano problemi di qualsiasi natura. Quindi non facciamoci spaventare dai media e andiamo in tranquillità a vivere la stessa entusiasmante esperienza di questa turista che, grazie all’agognato viaggio in Terra Santa, è riuscita a fare il pieno di emozioni, di nozioni e di silenzi:
Il pellegrinaggio in Terra Santa, per noi che vi abbiamo partecipato, ha significato riempire i nostri cuori ed i nostri occhi di un nuovo amore per Cristo, un amore più ricco e più maturo. Ripercorrere la vita di Gesù, vedere e calpestare i luoghi che Lui ha amato è stata un’esperienza travolgente ed intensa, tra forti stimoli e sentimenti vari; si fa il pieno di tante cose, nozioni ed emozioni, silenzi e preghiera.
E’ commovente percorrere la Via Dolorosa, dove si rivive la passione di Gesù con autentico “dolore”; si prova gioia nell’attraversare il dolce lago di Tiberiade; c’è quasi avventura nel risalire la stretta e tortuosa strada a strapiombo nel deserto che da Gerico porta a Gerusalemme; c’è fede profonda nel ricordare le promesse battesimali sulle rive del Giordano; quiete e pace a Beth-Sahour nel Campo dei Pastori, dove il cielo si apre e gli angeli invitano a recarsi a Betlemme; stimolano un’irrefrenabile curiosità le stupende rovine di Cafarnao, che custodiscono accuratamente la “buona novella” che Gesù predicava al passaggio delle carovane; destano impressione e riflessione i luoghi santi fondati sulla roccia: la “Roccia dell’Annunciazione” a Nazareth, dove l’Arcangelo Gabriele apparse a Maria, la “Roccia della Grotta a Betlemme”, nera ed affumicata nonostante i drappi che la coprono, la “Roccia del Sacrificio” sotto la moschea di Omar sulla spianata del tempio, la “Roccia del Primato di Pietro” lungo le rive del lago di Galilea, la “Roccia dell’Agonia” dentro la basilica del Calvario, la “Roccia del Sepolcro” sotto la grande cupola del Santo Sepolcro a Gerusalemme, la città santa. Ecco, qui l’emozione è enorme, si trattiene il respiro mentre ci si avvicina a quella fredda pietra dove il corpo del Cristo fu deposto ed appena si riesce a poggiare la fronte su di essa, la sensazione è quella di volerci stendere sopra tutta la nostra vita e depositare li tutte le nostre sofferenze, certi che il Signore è li pronto a darci la mano per aiutarci a vincere la nostra morte interiore che è il peccato e farci gustare ogni giorno con la forza di andare avanti sempre, nonostante tutto.
Uscendo dal sepolcro, veniamo attirati dalle voci, dai colori e dai profumi della città vecchia di Gerusalemme con il suo chiassoso mercato, un’atmosfera magica che ci riporta nel mondo, un mondo che forse, dopo questo pellegrinaggio, vedremo con occhi diversi.
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